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  • Simone Ferrari D.O.

Fascite Plantare e Tallonite: il problema è il piede?

Aggiornato il: mar 26


Quanti di noi hanno sofferto o soffrono tutt'ora di questa infiammazione a livello del piede?

Iniziamo spiegando qualche nozione sulla "fascite plantare", di cosa si tratta, quali sono i sintomi e le cause che ne permettono l'insorgenza, per poi fare alcune riflessioni e capire come può esserci d’aiuto l’osteopatia in questo caso.

La fascite plantare è l’infiammazione del legamento arcuato, ossia la fascia fibrosa che unisce la zona plantare interna del calcagno con la base delle dita (metatarsi) ed è la causa più frequente di dolore alla pianta del piede.

La funzione primaria di questa fascia è quella di sostenere il piede, mantenendolo in posizione curva; in più è fondamentale in quanto funge da “ammortizzatore”, tramite un cuscinetto adiposo che la ricopre, assorbendo gli shock che si generano durante le normali attività quotidiane.

SINTOMI:

Il sintomo principale è il dolore, il quale si può presentare a livello dei talloni (tallonite), quindi la porzione infero-posteriore del calcagno, oppure colpire diffusamente la pianta del piede. Può comparire in determinate occasioni piuttosto che in altre, per esempio quando si pratica sport, si sta troppo in piedi o durante una passeggiata.

CAUSE:

I “responsabili” dell’ infiammazione possono essere molteplici:

  • conformazione del piede --> nei casi in cui il piede è piatto o cavo la fisiologia è alterata, i tessuti lavorano male.

  • Lesione traumatica --> un incidente, una distorsione o un altro trauma a livello del piede ha alterato la corretta biomeccanica articolare.

  • Sovrappeso --> stimoliamo il nostro “ammortizzatore” plantare più del dovuto.

  • calzature inadeguate --> quando portiamo una scarpa troppo stretta, troppo larga o non adeguata all’attività che stiamo svolgendo, questa può inviare stimolazioni errate o non permetterci di avere un appoggio corretto.

  • eccessiva pratica sportive --> la stimolazione continua ed intensa come nella ripetizione di allenamenti specifici, può causare un sovraccarico funzionale.

  • Spina calcaneare --> si tratta di una formazione ossea a “becco” del Calcagno, proprio dove si inserisce la fascia plantare.

  • Squilibrio posturale --> un errato assetto posturale può portare uno squilibrio nell’appoggio a terra di uno o entrambi i piedi e di conseguenza ad una maggiore stimolazione del legamento arcuato.

Sono tutti possibili fattori di rischio; spesso, però, è la combinazione di più cause a determinare l’infiammazione ed il dolore che ne consegue.

Come un osteopata può aiutarti a risolvere la fascite plantare e/o la tallonite

Le cause di cui abbiamo appena parlato sono tutte abbastanza chiare.

Volevo soffermarmi ed analizzare 2 punti in particolare di quello che abbiamo detto: la spina calcaneare e lo squilibrio posturale.

La spina calcaneare, come abbiamo accennato prima, è una protuberanza ossea che si forma a livello del Calcagno. Solitamente quando il paziente soffre di fascite plantare viene prescritta dal medico una radiografia per verificare se vi è o no la presenza di questa spina.

Nell’immaginario comune infatti vi è l’idea che questa vada tolta, sciolta, grattata via, perché causa del dolore. Nella realtà questa è una conseguenza anzichè una causa.

Infatti il deficit di irrorazione e la contrattura della fascia plantare possono causare, proprio a livello della sua inserzione sul calcagno, la formazione di questa piccola escrescenza ossea. Perciò la spina insorge in un secondo momento, dopo diverso tempo che il piede ed in particolare la pianta segue una fisiologia alterata, non regolareà lavora male.

Con l’insorgenza della spina la situazione può peggiorare a livello sintomatologico, ma il problema c’era già prima. Perciò oltre al trattamento locale, si deve ricercare la causa altrove.

Da questo discorso possiamo collegarci al secondo punto: l’alterazione a livello posturale

Cerchiamo di spiegarla in maniera semplice:

Se ho dolore a livello della pianta vuol dire che il piede sta lavorando male, non seguendo la sua corretta fisiologia. Se lavora male vuol dire che c’è qualcosa da qualche parte che lo ha portato e lo mantiene in questo stato. Dobbiamo individuare la causa e risolverla. Una volta ripristinato il giusto carico ad entrambi gli arti inferiori, il piede tornerà a lavorare nella maniera corretta e di conseguenza passerà anche il dolore. Se non si risolve la causa, il piede continuerà a lavorare in maniera sbagliata per arrivare poi nel tempo ad una situazione più avanzata come ad esempio la spina calcaneare.

Questo concetto si può estendere in tantissime disfunzioni. A maggior ragione a livello plantare, dove viene scaricato il peso di tutto il corpo.

Ma facciamo un esempio pratico per capirci meglio.

Una persona in sovrappeso si frattura la tibia dell’arto destro in un incidente domestico e mantiene il gesso per circa 30 giorni. Dopo 20 giorni insorge questa fascite plantare al piede sinistro, quindi quello “sano”. In poche parole: può essere che dopo alcune settimane in cui il peso è stato mantenuto solo sull’arto sinistro, abbia creato un sovraccarico funzionale a livello plantare destro. Sovraccarico che potrebbe risolversi dopo aver ripreso la corretta deambulazione, ma che potrebbe anche perdurare nel caso in cui si siano instaurate delle altre disfunzioni, magari a livello del bacino, della colonna o dell’arto fratturato, che non permettono di ritornare alla corretta fisiologia articolare.

Vi sono diversi motivi per cui può insorgere un’infiammazione in questo caso plantare. Che sia una scarpa, un trauma, il sovrappeso o un’altra causa il concetto rimane il medesimo: l’importante è capire il "perchè" e agire in quella direzione.

Per questo motivo spesso una terapia mirata al piede dolorante, cercando di spegnere il sintomo, non porta benefici a lungo termine. Riduce sicuramente l’infiammazione e il dolore, ma se il problema è altrove dopo più o meno tempo il quadro si ripresenterà.

Concludendo:

Se soffri di queste problematiche affidati al tuo osteopata: è sicuramente in grado di individuare la causa del problema e risolverla in maniera definitiva, impostando un corretto iter terapeutico e dando i consigli giusti al paziente, necessari per una giusta guarigione.

Spero di esserti stato utile. Se ti è piaciuto il contenuto, sia se sei un professionista del settore o un paziente, condividi e commenta per confrontarci e aumentare il nostro bagaglio professionale.


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