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  • Simone Ferrari D.O.

Come sta il tuo intestino?

Sempre più studi dimostrano come il microbiota intestinale sia un elemento fondamentale nella fisiologia e nell’equilibrio dell’asse cervello-intestino e, quindi, centro nevralgico dell’interazione tra mente e corpo.



In parole povere: più il nostro intestino è in salute più l’organismo funziona meglio sotto tutti i punti di vista


Tuttavia vedo sempre più spesso pazienti che presentano segni di disbiosi intestinale (alterazione dell’equilibrio dei batteri che popolano l’intestino) come ad esempio disturbi del tratto gastrointestinale: gastriti, esofagiti, stipsi, colon irritabile, episodi di diarrea, ipersensibilità alimentari ecc.


Da cosa dipende?

Ovviamente i fattori che possono avere un effetto modulante sia sul cervello che sul microbiota, con la capacità di alterare il loro corretto funzionamento, sono molti, comprese le condizioni sociali ed economiche, la dieta, lo stress, i fattori congeniti, i fattori ambientali, l’esercizio fisico, l’abuso di farmaci o sostanze voluttuarie e le modalità del parto, dell’allattamento e dello svezzamento.

Ne parlerò più nel dettaglio nei prossimi post, per cui se ti interessa l’argomento continua a seguire la pagina.


E l’osteopata cosa c’entra con la disbiosi intestinale?

Una volta inquadrato il caso clinico del paziente, con l’appoggio fondamentale del medico e del nutrizionista, l’intervento osteopatico può essere di grande aiuto nel trattamento delle tensioni instestinali che si vanno ad accumulare e nella manipolazione delle strutture collegate ai visceri addominali sia meccanicamente sia neurologicamente come il bacino e la colonna vertebrale.

Questo trattamento manuale agisce sulla mobilità e sulla motilità intestinale andando a migliorare il quadro del paziente.


Grazie al lavoro in equipe si possono ottenere risultati risolutivi ripristinando una corretta fisiologia intestinale.

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